lunedì 3 dicembre 2007

la storia dello shogi

LA STORIA
(di Marco Durante) 1. Le origini Sia gli scacchi occidentali che quelli giapponesi derivano dall'antico gioco indiano del Chaturanga (4-membri), di cui si hanno notizie a partire dal VI secolo d.c. Il Chaturanga venne esportato al di fuori dell'India con le guerre di conquista, il commercio, e l'opera dei missionari buddhisti. Già attorno all'VIII sec. esso veniva giocato, con diverse varianti, in Persia ed in Cina. Mentre dalla Persia, tramite gli Arabi, verrà portato in occidente dando origine agli scacchi come li conosciamo, dei messi imperiali durante il periodo Nara (710-794) introdurranno gli scacchi Cinesi in Giappone. Da sempre affezionati alla loro scrittura simbolica (kanji), I cinesi abbandonarono la forma scultorea dei pezzi del Chaturanga (che rimarranno invece nella versione occidentale) per utilizzare pezzi di forma circolare, marcati con dei kanji. Come nell'altro gioco Cinese del go, negli scacchi Cinesi (hsiang ch'i) i pezzi si muovono sulle linee di intersezione della scacchiera. Gli scacchi Cinesi divennero popolari presso la corte imperiale nel periodo Heian, e battezzati Shogi (gioco dei generali). La prima descrizione del gioco è dovuta al calligrafo di corte Fujiwara Yukinari (971-1027; come da tradizione giapponese, scriveremo prima il cognome e poi il nome), ed appare sostanzialmente diverso dal gioco attuale. La torre e l'alfiere non erano presenti, nè le regole sui pezzi paracadutati; si utilizzava la scacchiera Cinese 9x10 (anche se nell' hsiang ch'i vengono utilizzate le linee e non le case). Altre varianti vennero presto introdotte, dal daishogi (13x13, e successivamente 15x15) allo shoshogi (piccolo shogi). Il più antico pezzo di Shogi è datato attorno all'anno 1100, e fu scoperto nel castello di Sakada. Nel periodo Muromachi (1333-1568) vennero introdotti dei sostanziali cambiamenti al gioco: 3 nuovi pezzi vennero aggiunti, hisha (torre), kaku (alfiere) e sui-zo (elefante ubriaco), su una scacchiera 9x9. Un diagramma del 1694 illustra chiaramente la posizione iniziale dei pezzi. L'elefante era posizionato davanti al re e se promosso (invadendo il campo avversario) diveniva in effetti un altro re (cioè muoveva di una casa in ogni direzione). Nel tardo periodo Muromachi il Giappone era devastato da continue guerre fra i diversi shogun (supremi generali). I soldati fatti prigionieri durante una guerra potevano cambiare allenaza, e generalmente venivano arruolati nell'esercito che li aveva catturati. Questa abitudine bellica venne gradualmente introdotto nel gioco dei generali, sicchè i pezzi catturati possono essere riutilizzati dal giocatori che li ha presi. La presenza dell'elefante ubriaco creava problemi con queste nuove regole, in quanto l'elefante poteva essere paracadutato nel campo avversario, promosso a re, e quindi difficilmente ricatturato. Inoltre, l'imperatore Gonara (che regnò fra il 1526 e il 1557) non gradiva l'idea di un pezzo (ubriaco!) che potesse essere promosso a re. Alla fine del '500, quindi, l'elefante sembra sparire dal gioco contemporaneamente all'introduzione della regola dei pezzi paracadutati. 2. Il periodo Edo (1600-1868) Nel 1612, lo shogunato di Tokugawa fondò la prima associazione ufficiale per il Go e gli Shogi, sotto il controllo dei monaci scintoisti e buddhisti. Il monaco buddhista Honinbo Sansa ne fu il primo presidente, ed era riconosciuto come il giocatore più forte in entrambi i giochi. La prima partita di Shogi ufficialmente registrata risale al 1607, e vedeva Honinbo Sansa manovrare i pezzi bianchi contro Ohashi Sokei. La partita è ancora oggi estremamente istruttiva. Ohashi aprì con la torre mobile sulla colonna 4, e Honinbo utilizzò un castello Edo come difesa. Ohashi vinse in 67 mosse dopo una partita mozzafiato, e divenne il primo Mejin a vita (Grande Maestro). Le regole dello Shogi come le conosciamo oggi sono essenzialmente codificate nel libro del 1636 Shogi Zushiki (Shogi illustrato), scritto dal figlio di Ohashi Sokei. La famiglia Tokugawa costruì il suo castello a Edo (l'antico nome di Tokyo) attorno alla metà del secolo XVII, e ivi organizzarono i primi tornei di Go e Shogi, con la partita finale giocata semprte in presenza dello Shogun. A partire dal 1716, venne organizzato ogni 17 Novembre una partita del castello, praticamente equivalente ad una disputa per il titolo mondiale. Ancora oggi, il 17 Novembre è indicato in Giappone come la giornata dello Shogi. La più famosa partita del castello è quella del 1856, che vide vincitore Amano Soho, considerato il più grande giocatore di tutti i tempi. Con la fine dello shogunato di Tokugawa e del periodo Edo si chiude anche l'era dello Shogi imperiale, ma il gioco diverrà sempre più popolare fra tutte le classi sociali. 3. Lo Shogi oggi La Federazione Giapponese di Shogi fu fondata nel 1924, e successivamente ristabilita nel 1946 con sede centrale a Tokyo e filiale principale in Osaka. La federazione riconosce (attribuendo un salario mensile) attualmente 174 giocatori professionisti, di cui 35 donne. Il numero di praticanti in Giappone è stimato attorno ai 20 milioni. La Federazione pubblica anche una rivista mensile, e sponsorizza la trasmissione televisiva della domenica mattina sul canale nazionale. I tornei principali sono 15, con 7 titoli professionali (le cosiddette 7 corone). I professionisti organizzano tornei per designare uno sfidante per ogni titolo, che affronta poi l'attuale detentore. La partita più importante è però quella che designa il Mejin dell'anno. Il vincitore del torneo degli sfidanti affronta il detentore al meglio di 7 partite (ogni partita dura 2 giorni). Vincendo almeno 5 volte il titolo di Mejin si diviene Mejin a vita. Esistono 17 Mejin a vita nella storia dello Shogi, il primo essendo Osashi Sokei (1555-1634) e l'ultimo (ed uno dei soli due viventi insieme a Nakahara Makoto) Tanigawa Koji, che nel 1997 ha conquistato per la 5 volta il titolo di Mejin. Benchè sia stato introdotto un sistema ELO per lo Shogi, tradizionalmente i giocatori vengono divisi in gradi. Per i professionisti, si va dal 9 dan al 4 dan (3-1 dan sono i gradi di apprendisti professionisti). I dilettanti vengono invece divisi dal 15-kyu (princiapiante) al 1-kyu, e successivamente dal 1-dan al 6-dan (Mejin dilettante). Popolarissimo in Giuappone, lo Shogi comincia ad esser giocato molto anche in altri paesi. Federazioni importanti sono quelle degli USA, Gran Bretagna, Francia e Olanda. Dal 1990, la prima partita del prestigioso titolo Ryu-O (una delle 7 corone) si gioca al di fuori del Giappone. A proposito, non possono mancare un po' di partite commentate in italiano! LE VARIANTI DELLO SHOGI
Lo Shogi, come gli scacchi, ha molte varianti. I più curiosi potranno navigare in rete. Pronti col mouse?
Chu Shogi. Variante su tavoliere 12x12 con 92 pezzi.
Dai-Dai Shogi. Giocata su tavoliere 17x17 con 192 pezzi.
Dai Shogi. Variante su tavoliere 15x15 con 130 pezzi.
Hand Shogi. Una variante moderna con molti pezzi da paracadutare.
Hasami Shogi. Un gioco popolare giapponese giocabile con il normale set dello Shogi.
Heian Shogi, (o Early Shogi). Un antenato dello Shogi.
Maka-Dai-Dai Shogi. Giocato su tavoliere 19x19 con 192 pezzi.
MicroShogi. Piccola variante su tavoliere 4x5 (in Italiano con links alle pagine in Inglese).
Minishogi (o Poppy Shogi). Su un tavoliere 5x5 (in Italiano con links alle pagine in Inglese).
Pawn Shogi. Una variante sperimentale con differenti tipi di Pedoni.
Tai Shogi. Una variante su tavoliere 25x25 e 354 pezzi!
Tenjiku Shogi. Una variante su tavoliere 16x16 e 156 pezzi.
Tori Shogi (o Bird Shogi). Una variante con 32 pezzi che simboleggiano gli uccelli su tavoliere 7x7.
Unashogi. Paracaduta i pezzi partendo da una scacchiera vuota!
Wa Shogi. Una variante su tavoliere 11x11 (54 pezzi), risalente ai tempi della dinastia Edo.
Whale Shogi. Una variante su tavoliere 6x6, con 12 pezzi a testa, originata in U.S.A.
Yari Shogi. Moderna variante dello Shogi di Christian Freeling.
In ultimo segnalo lo Shogi Variant Program. Home page di programmi freeware, che permette di giocare a Shogi e a 11 varianti dello Shogi! Sullo Shogi c'è moltissimo materiale in rete, qui troverete TUTTI i LINK importanti da cui potrete partire per la navigazione. In particolare consiglio, a chi vuol tenersi aggiornato, l'iscrizione alla Mailing List dello SHOGI. E' sufficiente spedire una mail scrivendo nel body del messaggio: SUB SHOGI-L tuo_nome dove il nome può essere benissimo un nickname a vostro piacere.

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